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CROCE ROSSA: VOLONTARIATO E AREE DI INTERVENTO

Tempo di lettura: 3 minuti

[Da sinistra in senso orario: Massimiliano Orione, Filippo Ferrua, Benedetta Iovine, Lujan Micaela Ortiz, Daniele Tosello, Salma Taoussi, Samuel Pletto, Alessia Giuliano, Alessia Filippa.]

Sapete com’è nata la Croce Rossa? Di che cosa si occupa oltre alla gestione di emergenze?

Ho avuto il piacere di intervistare Filippo Ferrua, delegato tecnico dell’area giovani della Croce Rossa di Cuneo che ci spiegherà il suo funzionamento e le attività svolte da giovani e giovanissimi volontari.

Vi riporto l’intervista.

Com’è divisa al suo interno la Croce Rossa?

La Croce Rossa è divisa in 6 aree di azione o obiettivi che si occupano rispettivamente di :

  1. Tutela e promozione della salute
  2. Supporto e inclusione sociale
  3. Preparazione delle comunità e risposta ad emergenze e disastri
  4. Disseminazione del diritto internazionale umanitario, diritto e cooperazione internazionale
  5. Gioventù
  6. Sviluppo, comunicazione e promozione del volontariato.

Nell’immaginario comune la Croce Rossa è spesso identificata con l’ambulanza, ma questa attività è gestita dalla prima area di azione, mentre di che cosa si occupano concretamente le altre aree d’azione?

La Croce Rossa in effetti ha origini remote per soccorrere i feriti. Infatti, è stata fondata dal premio Nobel Henry Dunant dopo la battaglia di Solferino (1859). L’uomo, trovandosi in Italia per affari, era rimasto impressionato dalla carneficina e dalla disorganizzazione dei soccorsi durante gli eventi bellici messi in atto dalle parti contendenti. Allora decise tempestivamente di soccorrere chiunque avesse bisogno di aiuto (indipendentemente dalla divisa indossata). 

Dal 1859 in poi si sono sviluppate altre attività di supporto. La seconda area, supporto ed inclusione sociale, si occupa ad esempio della raccolta alimentare e aiuta le persone senza fissa dimora e i più vulnerabili.

Il centro di accoglienza cittadino, gestito dalla Croce Rossa di Cuneo, offre un posto dove dormire ad una trentina persone in difficoltà. Non fa distinzioni di razze, ideali politici, appartenenze religiose etnie tra le persone ad eccetto dell’educazione: chi crea scompiglio all’interno non viene accettato perché bisogna preservare la sicurezza degli altri, ospiti, compresi gli operatori.

La terza area include la protezione civile che ultimamente è stata inviata nei luoghi maggiormente colpiti dall’alluvione, ad esempio nel comune di Limone Piemonte.

La quarta area si dedica alla diffusione dei Valori Umanitari e della cooperazione internazionale. 

La quinta area è quella che mi tocca più da vicino: l’area dedicata ai giovani. Magari ci avrete incontrato nelle vostre scuole a chiedere di donare il sangue. Un’attività che colpisce molto lo spettatore è la simulazione di un incidente stradale. Un ragazzo che purtroppo ha vissuto questa traumatica esperienza sulla propria pelle ci ha confidato che la simulazione è davvero realistica. Proponiamo questa esperienza la sera davanti ai locali notturni, non per guastarvi la festa, ma per chiedervi di guidare consapevolmente quando tornerete a casa, per non far del male a voi stessi o agli altri.  Uno degli obiettivi principali dell’area gioventù è quello di promuovere l’educazione sanitaria. Altri due propositi sono quelli di lottare alle dipendenze e alle malattie sessualmente trasmissibili ecc…

La sesta area si occupa di sviluppare e promuovere l’opera del volontariato perché la distribuzione capillare dell’organizzazione sul territorio ne aumenta l’efficacia.

Di che cosa vi siete occupati durante il Lockdown?

Durante il lockdown abbiamo avviato diversi progetti tra cui la distribuzione dei farmaci e la spesa a domicilio per le persone anziane e per gli immunodepressi. Questa attività è ancora tutt’ora in funzione. Abbiamo anche fornito il nostro supporto all’ASL per la somministrazione dei tamponi e in molte attività nate da questo periodo di emergenza tra cui le rilevazioni di temperature presso aziende.

Come sei diventato volontario e quanto  tempo comporterebbe?

Sono diventato volontario con una mia amica perché avevamo del tempo libero e abbiamo deciso di dedicarlo al volontariato in Croce Rossa. Se qualcuno di voi volesse venire ad aiutarci comporterebbe un minimo di 6 turni (da quattro ore circa) in tre mesi, insomma per semplificare solamente 6 pomeriggi ( se preferite 6 mattini o 6 sere) in 3 mesi.

Per diventare volontario, innanzi tutto ci si deve iscrivere sul portale istituzionale www.gaia.it, si deve inizialmente seguire un corso di base della durata di 12 lezioni per un totale di 26 h.  Fare volontariato, però, ti permette alcuni vantaggi: innanzitutto sei in grado di offrire primo soccorso, ti offre dei corsi di formazione gratuiti e, per chi volesse viaggiare, è possibile arricchire le proprie conoscenze partecipando a molteplici corsi formativi in tutta Italia. A giugno poi, si organizza ogni anno un evento mondiale di una settimana in cui tutte le associazioni di croce rossa nel mondo si ritrovano a Solferino, per festeggiare insieme l’anniversario della fondazione.

È un’esperienza di vita molto importante ed arricchisce le persone, mettendoti di fronte a realtà altrimenti sconosciute.

Su quanti volontari può contare la Croce Rossa di Cuneo?

La Croce Rossa di Cuneo è composta quasi interamente da volontari: siamo 523 volontari e una decina di dipendenti.

Grazie a Filippo Ferrua per le informazioni e vorrei ringraziare i volontari della Croce Rossa di Cuneo che dedicano un po’ del loro tempo per sostenere la comunità.

Clara Vallauri

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