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IO PARTO (SHORT FILM)

Tempo di lettura: 2 minuti

“A te straniero, se passando mi incontri e desideri parlarmi, perché non dovresti farlo? E perché non dovrei farlo io?”(Walt Whitman)

Avete mai provato a guardare negli occhi un ragazzo straniero? Ad indagare l’espressività del suo volto? Cosa ci avete visto? Noi abbiamo visto un corso e ricorso della Storia e abbiamo provato a rappresentarlo in un cortometraggio di cui vi proponiamo la visione: https://www.youtube.com/watch?v=56ZD-i1T3gw

foto di Luca Sanini

In generale, in ogni emigrazione avvenuta nel corso della storia, queste persone sono state considerate inferiori. Perché?  Perché continuiamo ad evitarli? Perché stavano scappando da fame e miseria? Perché erano portatori di malattie infettive? Perché queste persone facevano e fanno paura?  Forse solo chi ha vissuto l’emigrazione può comprendere l’immigrazione, solo chi quegli sguardi altezzosi li ha visti su di sé, può evitare di lanciarli verso gli altri. Chissà quante volte gli emigrati italiani si sono sentiti esclusi, inadeguati, inferiori, rispetto ad una società che non li accettava per come erano e che forse non li avrebbe mai accettati.

1900:Testimonianza di un italiano: “Arrivai in America, pensando che le strade fossero lastricate d’oro, ma imparai subito tre cose:

1) le strade non erano lastricate d’oro;

2) le strade non erano lastricate affatto;

3) io ero quello che doveva lastricarle.”

Le storie dei nostri emigrati ci dovrebbero far riflettere. La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, la storia non ha nascondigli … La storia è un cerchio ed è sempre bene sapere a che punto siamo.

Ecco a voi la trama del short film: “Avranno qualcosa in comune un ragazzo italiano del primo 900, un padre di famiglia, un possibile partigiano della  Seconda guerra mondiale e un migrante senegalese?

Solo due parole, ma che racchiudono una svolta importante nelle loro vite: Io parto.- 

Speranze e illusioni, intrecciate a queste quattro storie così diverse, ma che si avvicinano sul piano emotivo. 

Un Viaggio verso l’ignoto alla ricerca di speranza dove prima c’era solo disperazione e miseria.

Come verrà affrontato da ognuno di loro? E soprattutto quale sarà l’esito?”

 Clara Vallauri 

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