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LE NOSTRE OPINIONI, I NOSTRI INTERROGATIVI

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La vicenda di Greta Thunberg, attivista svedese che si batte per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico, è ormai nota a tutto il mondo. La ragazzina ha tenuto manifestazioni e discorsi davanti al Riksdag a Stoccolma, al summit dell’ONU, e nei principali meeting internazionali davanti a capi di stato e imprenditori.
Un’icona che ha suscitato forti reazioni, positive e negative, e sulla cui vicenda si riscontrano pareri contrastanti. Di seguito troverete le opinioni di alcuni di noi, nella speranza che possano scatenare una riflessione sul tema da vari punti di vista.

Discernere il personaggio dal messaggio che porta
Quando si parla di un argomento di così forte impatto come l’ambiente, sono certa che molti di voi si troveranno in quella che è la mia percezione personale del tema: nel mio piccolo posso prestare attenzione ai gesti di tutti i giorni, partecipare alle manifestazioni, diffondere la parola, ma mi sento comunque impotente quando si tratta una problematica di così vasta portata.
Esiste un modo per aiutare di più, più “in grande”? Greta Thunberg ci ha mostrato che è possibile. Si può essere o non essere d’accordo con le sue affermazioni, e ovviamente ci sono state reazioni di critica quanto reazioni di sincera ispirazione.
Ma diciamocelo, positivo o negativo che sia, c’è movimento, c’è dibattito. Proteste e manifestazioni che stanno avendo luogo in tutto il mondo si sono mosse (anche e soprattutto) in seguito all’intervento di Greta.
Ritengo che persista un problema di priorità riguardo i fatti e cosa sia giusto fare in questo momento. Si pensi a tutta la gente che insulta quotidianamente la ragazza sui social, i quali, è risaputo, offrono la possibilità anche ai più timidi di scatenare il proprio lato più aggressivo senza quei filtri che magari avremmo nel parlare davanti a una VERA folla di persone o personaggi importanti (cosa che invece Greta ha il
coraggio di fare, peraltro, a 16 anni).
Quante discussioni sull’essere o non essere “schierati” dalla sua parte o su temi che non hanno niente a che fare con il problema che interessa noi tutti. Se lasciassimo un attimo da parte rancori e fervori, forse tutti questi scontri e incontri tra idee alla fine saranno serviti a qualcosa. Parlo della capacità di discernere l’immagine di una ragazzina che si arrabbia per il pianeta da quello che è invece un simbolo, un volto che rappresenta una lotta che TUTTI noi dovremmo essere motivati a fare, ogni giorno e per quanto ci è possibile. Perché Greta è questo: il simbolo di un movimento, di un’azione dalla portata mondiale, un’icona che come tutte le icone della storia ci permette di sentirci più coesi e motivati a trovare insieme una soluzione al problema.
Ci scaldiamo molto per le sue parole, per la sua età o per il fervore che contraddistingue suoi interventi, e per carità, è nostro diritto farlo, ma nel frattempo è il nostro pianeta che si sta scaldando per davvero, e se non ci battiamo anche noi ora al fianco di Greta, presto sarà troppo tardi per farlo.

Virginia Burdese

Noi con Greta

“Onestamente non capisco perché gli adulti spendano il loro tempo prendendo in giro e aggredendo adolescenti e bambini che promuovono la scienza, quando potrebbero fare qualcosa di buono, invece. Immagino che debbano davvero sentirsi minacciati da noi. Ma non perdete tempo dando loro ulteriore attenzione. Il mondo si sta svegliando. Il cambiamento sta arrivando che a loro piaccia o no.”

Così scrive Greta Thunberg, la ragazza svedese ormai idolo dei giovani e non solo. promotrice del movimento Friday for future che tuttora conta tantissimi membri e simpatizzanti in tutta Europa. Sono per lo più giovani e il motivo è semplice: il futuro appartiene alle nuove generazioni, sono i bambini e ragazzi di oggi che potranno agire e far agire per il futuro e fare la differenza, comportandosi meglio di chi li ha preceduti. Greta lo sa bene e nel suo messaggio si coglie l’ironia delicata e schietta di una sedicenne volenterosa, ambiziosa, intelligente e soprattutto realista. Ebbene sì, ci voleva un’adolescente così tenace per far aprire gli occhi a coloro che ignoravano l’emergenza climatica, far mobilitare “l’esercito verde” di giovani del Friday for future, rendere il clima un argomento di rilevanza mondiale e non solo l’ultima notizia di riserva. il mondo, il nostro mondo sta letteralmente andando a rotoli: cambiamenti climatici improvvisi, fenomeni estremi, incendi devastanti, desertificazione, alluvioni, isole di plastica, effetto serra… La lista potrebbe continuare a lungo perché la Terra è davvero malata e noi siamo i colpevoli, o meglio, il nostro modo di vivere. I provvedimenti presi dai governi, a mio parere pochi, si sono verificati inutili e inadatti.

Comunque, non possiamo aspettare che il cambiamento arrivi soltanto dai vertici: dobbiamo agire noi
stessi con un passo, anzi un gesto quotidiano, tanta voglia di fare e tanta pazienza. Le scelte corrette di ogni giorno (andare in bici, fare la differenziata, comprare a km 0,
spegnere le luci superflue, evitare il superfluo…), sommate a livello macro, possono davvero fare la differenza. Sarà difficile, dovrete scontrarvi con pareri contrastanti
(soprattutto di adulti, come dice Greta), sarete derisi come quelli “alternativi”, vivrete con meno comodità, dovrete urlare per farvi sentire e prendere in considerazione…
D’altronde, la stessa Greta ci insegna giorno per giorno a non tacere, incassare gli insulti, rispondere a tono e agire nel bene del pianeta e del futuro.

Friday for future porta avanti i suoi insegnamenti con convinzione e non ha paura di andare controcorrente, manifestando e scendendo in piazza per dire basta e chiedere provvedimenti dinnanzi al mostruoso scenario che si prospetta per il nostro futuro.
Il 15 marzo 2019, in occasione del primo Global strike sono scesa in piazza e mai avrei pensato di ritrovarmi circondata da tanti giovani così “attivi e attivisti”. Lo stesso ho fatto il 27 settembre e di nuovo la partecipazione è stata eccezionale: tra cartelloni, slogan e megafoni, noi giovani abbiamo detto la nostra, invadendo le strade e bloccando le città.
Certo, in molti hanno aderito senza una vera convinzione e per semplice spirito di aggregazione (o per saltare le lezioni), ma questo non importa poiché, spesso, la quantità può fare la differenza e se scendere in piazza diventa una moda o un escamotage, va bene così. Tra i tanti, ci sono coloro che davvero ci credono, io sono una di questi.

Quindi devo dire grazie a Greta: grazie di averci sollecitati a reagire, grazie di esserti messa in gioco, grazie di aver reso le borracce di alluminio una moda e gli scioperi una costante e ancora grazie che hai a cuore il futuro del pianeta.

Eliana Giraudo

Quanto è utile la lotta di Greta?
La tutela dell’ambiente, i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale sono temi molto delicati, tornati alla ribalta nell’opinione pubblica grazie alle azioni di Greta Thunberg, che con la sua protesta è riuscita a risvegliare la coscienza delle nuove generazioni. Tuttavia, il movimento messo in piedi da Greta, il Fridays for Future, ovvero la grande protesta studentesca che ha coinvolto la maggior parte dei paesi del mondo, è a parer mio totalmente inutile, a quante persone che vi hanno aderito interessano veramente questi temi? Quali effetti ha prodotto concretamente?

Le linee teoriche della protesta sono giuste, gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti e si manifestano sempre di più, anno dopo anno; così come è giusto sensibilizzare le nuove generazioni a questi argomenti, ma come dicevo prima è nella pratica che si trova il difetto, infatti queste manifestazioni sono inconcludenti all’atto pratico, non conducono a nessun cambiamento, se non quello di aver fatto saltare un giorno di scuola a quelli che volevano solo un pretesto per non andarci e aver dato l’illusione di aver prodotto un risultato a quelli che invece di credono. Personalmente ritengo che questi insegnamenti dovrebbero essere impartiti proprio nelle scuole, tramite ore di lezione e attività didattiche fin dalla scuola primaria, perché è nelle scuole di oggi che si stanno formando i politici e i leader del domani. Infatti, anche il discorso di Greta alle Nazioni Unite è stato un buco nell’acqua, i politici di oggi non sono in grado di cogliere l’importanza di politiche a favore dell’ambiente, sono figli di un’altra scuola di pensiero, di un’altra generazione, radicati all’ideale di ricchezza proposto dal capitalismo, senza farsi scrupoli su chi o cosa stanno danneggiando. Per questo tocca in primo luogo ad una nuova generazione di insegnanti educare e
sensibilizzare i giovani, fin dalla tenera età, alla tutela dell’ambiente, per creare una nuova classe dirigente al potere che si preoccupi effettivamente dei grandi cambiamenti che arriveranno e fortunatamente questi insegnanti già ci sono.
Abbiamo poco tempo, è vero, ma possiamo ancora farcela, non con proteste o discorsi inutili, ma con piccoli gesti fatti nel quotidiano, impegnandoci tutti i giorni e non solo per qualche ora un giorno al mese.

Mattia Serdino

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