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Still I Rise: Cambiare il mondo attraverso l’istruzione

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Still I Rise è un’organizzazione no profit, non governativa e completamente indipendente grazie alla generosità di donatori privati.

Il nome della onlus si ispira alla poesia “Still I Rise”di Maya Angelou : un inno contro il pregiudizio, le ingiustizie e le discriminazioni.

 Nicolò Govoni ventisettenne, originario di Cremona e candidato al premio Nobel per la pace, è presidente e project manager dell’organizzazione e il suo obiettivo è quello di educare gli ultimi come se fossero primi.

La onlus offre educazione di livello mondiale ai bambini dimenticati dal mondo e crede nel potere trasformativo dell’educazione, portando istruzione a bambini e bambine profughi e orfani i cui diritti sono stati negati per troppo tempo.

La storia del giovane fondatore Nicolò Govoni inizia all’incirca sette anni fa, quando il ragazzo a soli vent’anni, preso da una sorta di crisi esistenziale, decide di abbandonare la sua vita di agi, rimboccandosi le maniche e andando come volontario in un piccolo villaggio dell’India, dove è situato l’orfanotrofio di Dayavu Boy’s home. Così facendo, convinto di trascorrere in India solamente pochi mesi, decide di restarci per ben quattro anni, promuovendo la costruzione di un nuovo dormitorio ed evitando la chiusura della struttura. Inoltre, sempre in India, si laurea; diventa giornalista e scrive un libro: “Bianco come Dio” in cui racconta la vita nell’orfanotrofio e l’intero ricavato viene devoluto alla costruzione di una biblioteca a Dayavu Boy’s home.

Successivamente, con la certezza di aver creato un pochino più di stabilità, decide di lasciare l’orfanotrofio in India, per andare in Palestina e poi in Grecia: più precisamente a Samos, un’isola greca che si trova a circa un miglio di mare dalle coste turche, luogo da cui centinaia di uomini, donne e bambini provenienti dal Medio Oriente, Asia e Africa, ogni giorno tentano la traversata in mare per giungere in Europa. Una volta raggiunte le coste dell’isola, tuttavia, i migranti si trovano di fronte a una giungla di diritti umani negati. Il campo profughi costruito dal governo greco, finanziato dall’Unione Europea e pensato per ospitare 648 persone, oggi conta una popolazione di circa 7.300 abitanti. Di questi circa il 51% è composto da donne e bambini, di cui oltre 300 sono minori non accompagnati e completamente privi di adeguata protezione e tutela. Questi bambini e ragazzi sono lasciati soli a se stessi, senza nessun piano di studi ed è proprio in risposta a questa terribile emergenza che un gruppo di giovani altruisti e intraprendenti fra i quali Nicolò Govoni, hanno aperto nell’agosto 2018 il primo centro giovanile dell’isola.

Il centro si chiama Mazí, che in greco significa: “insieme” ed è il primo centro giovanile pensato per i bambini profughi dai 12 ai 17 anni; un modo per  dare qualche opportunità ai ragazzini di Samos.

Mazí si trova a pochi passi dal campo ed apre le sue porte dal lunedì al venerdì. Durante la settimana le attività iniziano alle 8.45 e terminano alle 18. Vengono serviti il pranzo e la colazione e gli studenti frequentano lezioni di inglese, greco, storia, geografia, matematica e biologia. Oltre ai corsi didattici vengono proposte anche una lunga serie di attività artistiche e tecniche e gli studenti possono scegliere fra teatro, danza, canto, fotografia, fitness e molto altro; in questo modo i ragazzi di Mazì riescono a trascorrere in maniera produttiva e un po’ più spensierata la loro giornata.

Raggiunti gli obiettivi minimi, gli studenti potranno poi accedere ad un corso di studio di 6 anni e a un percorso che aprirà loro le porte delle migliori università del mondo.

 Still I Rise non si ferma qui, la giovane organizzazione infatti, vuole espandersi ed andare ad aiutare altri bambini e ragazzi in tutto il mondo.

Molti di questi progetti sono per il momento in fase di elaborazione ed altri sono appena nati, come in Turchia, dove è sorto il secondo centro educativo giovanile che diventerà la prima scuola Internazionale per minori profughi al mondo.

In questo Paese la scuola pubblica è aperta e gratuita a tutti i bambini di età tra i 6 e i 18 anni, ma il tasso di abbandono scolastico è elevatissimo. Basti pensare che, su un campione di 1700 studenti alla fine della scuola primaria, solo 140 decidono di proseguire gli studi e i motivi sono i più svariati, ma la causa principale è il lavoro minorile per i maschi e i numerosi matrimoni in età giovanissima per le bambine.  Nasce così in Turchia il centro “Beraber” per garantire gratuitamente la migliore educazione ai ragazzi del posto.

Stesso progetto è in fase di avvio anche in Kenya che, nonostante sia ancora uno dei paesi più stabili di tutta l’Africa, bambini e ragazzi continuano a non riuscire ad ottenere un’adeguata istruzione, pertanto, in questo contesto, l’organizzazione sta lavorando duramente per aprire la prima Scuola Internazionale per bambini profughi del continente africano, offrendo così la possibilità a questi ragazzi di riprendersi in mano il loro futuro.

In arrivo per il 2021, è invece il centro scolastico “Still I Rise” in Messico, dove sfortunatamente migliaia di bambini e ragazzi si ritrovano costantemente a vivere ogni giorno, nella povertà e nella miseria più assoluta. Infatti, a causa dell’impossibilità di varcare il confine e giungere negli Stati Uniti, si stanno creando sempre più baraccopoli e le persone si ritrovano a vivere quotidianamente nella illegalità e criminalità. Ed è così che l’organizzazione vuole provare a dare delle opportunità ai ragazzi messicani, offrendo un’istruzione adeguata, un futuro senza che debbano per forza cercare di attraversare illegalmente il confine.

Infine, un ultimo progetto molto bello e ambizioso, è quello di aprire la prima scuola internazionale per bambini profughi in Italia, offrendo un diploma anche ai bambini e ragazzi italiani meno fortunati.

Personalmente ritengo sia importante far conoscere a più persone il lavoro e la grandiosità di Still I Rise; è proprio grazie all’intelligenza, alla bravura e al coraggio di ragazzi come Nicolò Govoni che molti bambini in tutto il mondo, potranno avere un’istruzione e di conseguenza una speranza in un futuro migliore e più luminoso per loro e per le loro famiglie.

L’istruzione è un diritto di ogni individuo, non dimentichiamolo mai.

Still I Rise: “Crediamo fermamente che uno studente, un insegnante, un libro e una biro possano cambiare il mondo. Costruiamo scuole perché accada”.

Michela Rosso

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